L’esordio ‘mentale’, ‘sentimentale’ e ‘fisico’ di Violetta Valery




Fino al 9 luglio 2011 alla Galleria Ingresso Pericoloso è stata in mostra la prima personale a Roma di Violetta Valery intitolata Da piccola facevo disegni colorati. La narrazione si svilupperà in tre diverse sale e sarà suddivisa in altrettanti capitoli: mentale, sentimentale e fisico. 
Nella prima sala lo spettatore veniva messo di fronte al symbolon: alla parte per il tutto. Lo spazio mentale è stato identificato da oggetti che circondano l’attività pratica dell’artista. Pochi elementi, immediatamente riconoscibili, come finestra sulla connessione psichica intercorrente tra gesto creativo e mezzo utilizzato. Crocevia tra reale e immaginario. 



Dare forma a pensieri ed emozioni attraverso la trasposizione degli stessi su carta hanno reso la seconda sala un luogo di alternanza e sovrapposizione dei sentimenti più disparati. Disegni di parole hanno rubato la scena a disegni di silenzi. Le emozioni più intime si sono avute su pagine di diario alla ricerca di un lettore partecipe di un forzato processo di emancipazione. 
 Infine la fotografia, come mezzo concreto per una analisi di uno spazio materiale, tangibile e ben delineato. La terza sala si è trasformata in una camera oscura e laboratorio di sviluppo di autoritratti del proprio viso e frammenti del proprio corpo. Un tentativo di sezionare e analizzare il proprio aspetto alla ricerca della propria identità.

L’esordio ‘mentale’, ‘sentimentale’ e ‘fisico’ di Violetta Valery

Fino al 9 luglio 2011 alla Galleria Ingresso Pericoloso è stata in mostra la prima personale a Roma di Violetta Valery intitolata Da piccola facevo disegni colorati. La narrazione si svilupperà in tre diverse sale e sarà suddivisa in altrettanti capitoli: mentale, sentimentale e fisico. 

Nella prima sala lo spettatore veniva messo di fronte al symbolon: alla parte per il tutto. Lo spazio mentale è stato identificato da oggetti che circondano l’attività pratica dell’artista. Pochi elementi, immediatamente riconoscibili, come finestra sulla connessione psichica intercorrente tra gesto creativo e mezzo utilizzato. Crocevia tra reale e immaginario. 

Dare forma a pensieri ed emozioni attraverso la trasposizione degli stessi su carta hanno reso la seconda sala un luogo di alternanza e sovrapposizione dei sentimenti più disparati. Disegni di parole hanno rubato la scena a disegni di silenzi. Le emozioni più intime si sono avute su pagine di diario alla ricerca di un lettore partecipe di un forzato processo di emancipazione. 

 Infine la fotografia, come mezzo concreto per una analisi di uno spazio materiale, tangibile e ben delineato. La terza sala si è trasformata in una camera oscura e laboratorio di sviluppo di autoritratti del proprio viso e frammenti del proprio corpo. Un tentativo di sezionare e analizzare il proprio aspetto alla ricerca della propria identità.

10 notes

I nostri pensieri danno forma a cio’ che noi supponiamo sia la realta’.
Isabel Allende

2 notes

The Effort to Recompose my Complexity

di Giovanna Bianco e Pino Valente

…tracciare la mappa della propria mente…

Una persona, nell’atto di chiudere gli occhi per guardarsi dentro, si rende immediatamente conto che non può avere una visione unitaria della propria mente, perché quest’ultima è un sistema complesso, ed è possibile, ogni volta, focalizzare l’attenzione solo su un particolare aspetto di essa. Questa persona decide di perseguire comunque il suo scopo, e comincia a riprodurre, su numerosi schizzi, diverse vedute parziali della propria dimensione interiore, per poi appenderle alle pareti della propria stanza. A questo punto non resta che mettere in relazione i vari disegni con delle linee, nel vano tentativo di ricostruire l’ideale unitarietà della propria complessità interiore: ricordi, desideri, pulsioni, paure, mediazioni sociali, ambizioni, l’interazione fra i vari livelli cerebrali, la rappresentazione del proprio corpo e dell’ambiente in cui si vive .Dal punto di vista visivo, l’obiettivo è quello di indurre nelle persone che entreranno in galleria la sensazione di entrare all’interno di un sistema relazionale complesso quale può essere la mente di una persona. 


2 notes

IL LUOGO DEI MONDI IMPOSSIBILI-Maurits Cornelis Escher

…dove solo la mente può arrivare…

Dal 30 gennaio al 29 marzo 2009 Palazzo Forti a Verona ha ospitato la mostra La magia di Escher,a cura di Federico Giudiceandrea,  dedicata a Maurits Cornelius Escher, l’artista olandese, morto nel 1972, noto per le sue straordinarie opere costruite sull’illusione e sull’immaginazione sviluppate attorno al ragionamento matematico. Litografie, incisioni e disegni vedono quasi sempre protagoniste costruzioni dalla prospettiva vertiginosa, scale ripide senza una fine, scenografie di mondi impossibili che tanto ricordano la pittura fiamminga che Escher amava. 

La rassegna si inserisce nell’ambito di Infinita…mente, il festival dedicato ai temi dell’intelligenza artificiale e delle neuroscienze, ideato dall’Università di Verona in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona e il consorzio Verona Tuttintorno.

Le opere di Escher hanno una forte componente matematica, e molti dei mondi che ha disegnato sono costruiti attorno a oggetti impossibili, che è possibile disegnare solo avvalendosi di stranezze della percezione e della prospettiva.
 

1 note

RIFUGIO

la casa sull’albero

Il concetto di interno assoluto inteso come rifugio, distacco dalla realtà e concentrazione. Un luogo di riflessione, per lasciar spazio al lavoro dei pensieri profondi e sentirsi al sicuro, lontano dalle “insidie” del mondo contemporaneo.

Il video è stato realizzato con l’utilizzo di un’immagine, il cui soggetto è la casa sull’albero, e due tracce che si riconducono al concetto di rifugio, riconducibili al panorama della musica rock anni ‘70 (“La Grange”- Zz Top) e rock sperimentale, caratterizzato dalla fusione con la musica elettronica e le sonorità dell’Est (“Refugee”-Oi Va Voi).

Tre sono le componenti di cui sei formato: corpo, soffio, mente. Di queste le prime due sono tue, per quanto devi curartene; solo la terza è sovranamente tua.
Marco Aurelio

3 notes

L’unico Interno Assoluto che riesco a definire tale è quello della mia mente, dei miei pensieri che mi accompagnano durante la giornata, dovunque io vada, all’università, al cinema, in palestra, in metro, a casa…Non potrei immaginare un interno più assoluto di quello, se devo analizzare il mio quotidiano e relazionarmici rispetto all’assolutezza di un luogo che sento mi appartenga. Il mio interno assoluto sta dentro di me, tutto il resto è assolutamente esterno!  Tutto ciò non sta a significare che gli Interni propriamente detti, secondo me, non esistano, ma che per quel che riguarda la mia sfera quotidiana, riesco a definire un interno assoluto solo ciò che è assolutamente mio, un luogo in cui mi possa rifugiare in “tranquillità”, dare libero sfogo ai miei pensieri più liberi e permettere ai miei ricordi di non sbiadire mai.  Per citare il significato effettivo del termine assoluto: “una realtà la cui esistenza non dipende da nessun’altra, ma sussiste in sé e per sé”. E la mia mente è la mia realtà che esiste a prescindere, senza dipendere da nessun’ altra, ma dalla quale ne possono dipendere molte altre!

L’unico Interno Assoluto che riesco a definire tale è quello della mia mente, dei miei pensieri che mi accompagnano durante la giornata, dovunque io vada, all’università, al cinema, in palestra, in metro, a casa…Non potrei immaginare un interno più assoluto di quello, se devo analizzare il mio quotidiano e relazionarmici rispetto all’assolutezza di un luogo che sento mi appartenga. Il mio interno assoluto sta dentro di me, tutto il resto è assolutamente esterno! Tutto ciò non sta a significare che gli Interni propriamente detti, secondo me, non esistano, ma che per quel che riguarda la mia sfera quotidiana, riesco a definire un interno assoluto solo ciò che è assolutamente mio, un luogo in cui mi possa rifugiare in “tranquillità”, dare libero sfogo ai miei pensieri più liberi e permettere ai miei ricordi di non sbiadire mai. Per citare il significato effettivo del termine assoluto: “una realtà la cui esistenza non dipende da nessun’altra, ma sussiste in sé e per sé”. E la mia mente è la mia realtà che esiste a prescindere, senza dipendere da nessun’ altra, ma dalla quale ne possono dipendere molte altre!

Auguste Rodin-Il pensatore
Il pensiero, facoltà che distingue l’essere umano dagli altri esseri viventi, che governa le nostre azioni e ci consente di relazionarci col mondo in quanto esseri pensanti, dunque esistenti (come diceva un certo René)…
…l’unica vera “arma” a disposizione della mente umana…

Auguste Rodin-Il pensatore

Il pensiero, facoltà che distingue l’essere umano dagli altri esseri viventi, che governa le nostre azioni e ci consente di relazionarci col mondo in quanto esseri pensanti, dunque esistenti (come diceva un certo René)…

…l’unica vera “arma” a disposizione della mente umana…

“due menti, severamente disciplinate dentro ferree strutture intellettuali, discutendo tra sé o polemizzando su tale o quale realtà, credono ognuna nell’esattezza del suo proprio concetto e nella falsità del concetto altrui”
La Grande ribellione- Samael Aun Weor

due menti, severamente disciplinate dentro ferree strutture intellettuali, discutendo tra sé o polemizzando su tale o quale realtà, credono ognuna nell’esattezza del suo proprio concetto e nella falsità del concetto altrui

La Grande ribellione- Samael Aun Weor

Il pensiero fa la grandezza dell’uomo
Blaise Pascal